Cerca nel blog

Caricamento in corso...

20.11.09

«Io proteggo i bambini» La campagna di Terres des Hommes



Più dell'85% dei dei bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è vittima di una qualche forma di violenza, dalle punizioni corporali alle peggiori forme di abuso. Quaranta milioni sono abusati sessualmente, 1,2 milioni vengono trafficati, oltre un miliardo vivono in zone di guerra o conflitto, 218 milioni sono costretti a lavorare - e quasi mezzo milione di questi in Italia.

Questo scenario terribile emerge dai dati diffusi dalle Nazioni Unite e rilanciati oggi da Terres des Hommes, che con la sua campagna del Fiocco Giallo invita tutti a dire: “IO proteggo i bambini, SI’ alla prevenzione contro gli abusi” in occasione del 19 novembre, Giornata Mondiale per la prevenzione dell'abuso sull'infanzia. Contemporaneamente è possibile sostenere, fino al 22 novembre, la Campagna di Terre des Hommes donando 2 euro con un SMS al 48543 da cellulari TIM, Vodafone, Wind e 3, nonché da rete fissa Telecom Italia. Questa donazione si trasformerà in un'azione concreta in aiuto dei bambini vittima di violenza.

I fondi raccolti con la campagna sms al48543, infatti, saranno destinati a finanziare i progetti di lotta e prevenzione alla violenza sui bambini e, in particolare, le attività della“Casona”, il Centro di assistenza alle vittime di tortura di Terre des hommes Italia a Bogotà, unica struttura nel suo genere esistente in Colombia. Dal 2002 ad oggi ha soccorso oltre 4.000 persone, principalmente desplazados (profughi, sfollati interni), molti dei quali bambini. I pazienti vengono trattati con terapie olistiche di lungo periodo per poter riacquistare il proprio equilibrio e la fiducia nel futuro e nelle altre persone.

18.11.09

Presente!!!!

13.11.09

«Senza investimenti sul web addio ripresa»

Dal sito dell'unità...

Ama Facebook e non Twitter. Usa sempre più spesso Internet dal cellulare, ma per estendere l’accesso al web a tutti i cittadini è pronto anche a ricorrere al tam-tam. È il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che nelle ultime ore si è fatto capofila della protesta contro il governo per il taglio dei finanziamenti alla banda larga, la rete di connessione veloce così poco sviluppata in Italia.

«Nelle stesse ore in cui il governo italiano faceva scomparire i fondi previsti per allargare l’utilizzo di Internet veloce, in Finlandia la fornitura di questo servizio veniva equiparato ad un “servizio universale” come per luce, acqua e gas», spiega l’esponente Pd che aveva messo la copertura wi-fi della provincia come primo punto della sua campagna elettorale, «chiediamo che l’Italia faccia lo stesso».

E, mentre il taglio imposto da Tremonti ha spaccato il governo portando allo scoperto il dissenso del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e di Paolo Romani, vice-ministro alle Comunicazioni, con Brunetta pronto a promettere una parziale retromarcia, l’appello (ovviamente sul web: www.provincia.roma.it) di Zingaretti continua a macinare decine adesioni di sindaci e presidenti di regione (dal primo cittadino di Torino, Chiamparino, al governatore della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani).

Quindi Internet veloce è una priorità anche in tempo di casse dello Stato semi-vuote?
«Senza investimenti nella banda larga addio sviluppo economico. Estendere Internet veloce è una questione di posizionamento culturale, un diritto da estendere contro quello che io non esito a definire un “apartheid digitale“, ma è anche un fattore decisivo per lo sviluppo delle piccole imprese».

Più urgente dei soldi per riparare le scuole, le strade o per pagare i fornitori della pubblica amministrazione?
«Una cosa non esclude l’altra. Ma quello di cui sono convinto è che non possiamo pensare di ripristinare il modello di sviluppo che ora è in crisi. Dobbiamo scommettere su nuovi modelli che non possono prescindere dall’utilizzo del web e dei nuovi mezzi di comunicazione. Le infrastrutture del nuovo secolo sono quelle immateriali. Ma non basta allargare l’accesso alla rete, va fatta anche formazione perché in Italia chi ha Internet lo usa ancora troppo poco a fini professionali».

Un ritardo anche di competitività internazionale?
«Basta guardarsi introno per capire come stanno le cose. Non è possibile che nei giardini di Vilnius, in Lituania, ci sia Internet gratuito e che non ci sia nel centro di Roma o di Milano. Sono ritardi che prima o poi si faranno sentire».

Quella del governo è solo arretratezza culturale?
«Non solo. Se in un momento di crisi economica si annunciano investimenti sul “Ponte sullo Stretto”, vuol dire che si sta facendo l’occhiolino a qualcosa che si conosce già: gli appalti sulle grandi opere pubbliche».

Ma quel tipo di investimenti non sono anche quelli su cui puntano settori sociali e sindacati?
«Non è vero. La sperimentazione che stiamo portando avanti qui, nella provincia di Roma, per creare la più vasta area con il web senza fili in Italia, sta avendo adesioni e riscontri entusiasmanti, dai cittadini, dai negozianti e dalle imprese».

L’ostilità del governo verso queste tecnologie non è forse legata anche al timore che una fonte d’informazione libera come si dimostra sempre di più Internet sia alla portata di tutti?
«Non credo. Credo semplicemente all’idea di un modello di sviluppo vecchio e ottuso di questa classe dirigente. Basta vedere quello che viene fatto per la ricerca, la scuola e l’università».

Un governo che rappresenta il suo leader?
«Si parla tanto del Berlusconi privato, ma non ci si concentra sul Berlusconi pubblico che sta dimostrando tutti i suoi limiti nel governo del paese. E tutte le tensioni nel governo sulla politica economica lo dimostrano».

Le proposte del Pd sono più avanzate?
«Diciamo che anche l’agenda politica del Partito democratico va aggiornata con proposte di modernizzazione del paese. La scommessa in campagna elettorale sul wi-fi è stata vinta, ora porre la questione della banda larga come diritto universale, penso che sarebbe una grande battaglia politica su cui puntare».

Pensieri sparsi...

E' uno strano periodo, questo, sembra che tutto stia franando...I valori le certezze la politica l'etica la cultura....
E' un periodo in cui continuo a farmi domande e a non trovare risposte adeguate, e non capisco se è un mio problema o se è così per tanti di noi...
Non aiuta leggere i giornali non aiuta parlare con la gente non aiuta andare in giro per la città, a meno che non ci si voglia perdere nel nulla nel caos nel rumore di fondo della metropoli che allontana i pensieri e stordisce...
Ieri sera sono capitata in uno di quei posti che a Milano vengono definiti "fighetti"... un ex fabbrica trasformata in galleria d'arte, dal sapore newyorkese, minimalista nell'arredamento, fredda per via del troppo acciaio e vetro ma sicuramente d'impatto....
Fredda e troppo perfetta anche l'esposizione di foto, in bianco e nero, foto belle bellissime ma senza anima, un pò come il periodo che stiamo vivendo, tutto troppo perfetto niente lasciato al caso se non un terzetto di jazzisti relegati in un angolo del salone, attorniati da molte persone non curanti e strillanti nei loro begli abitini scelti con cura nell'armadio per l'occasione...
Se avessi potuto scattare una foto di quella situazione sarebbe stata in bianco e nero, con l'angolo della musica molto colorato, come a dargli forza come a volerli fare uscire fuori dal grigiore tutto in torno fatto di superficialità di noncuranza, di mancanza di curiosità di fretta troppa fretta....
E' uno strano perdiodi questo, e io giorno dopo giorno mi sento sempre un pò più straniera nella mia città, mi sento sempre più lontana dal modo omologato di vita che proprio non mi appartiene....